Apri Instagram la mattina per svagare la mente cinque minuti e, bam: un video dell'ennesima influencer incinta che annuncia il lieto evento con scarpine di lana e un'ecografia in mano.
Passi su TikTok per ridere un po' e, bam: un gender reveal party con fumo rosa, lacrime e parenti che saltano sui divani (ma se fosse stato maschio non avreste festeggiato? Non li capisco i gender reveal.)
Ti sposti allora sulle storie e, bam: la mamma che torna a casa dopo il parto, entra con l'ovetto in mano, lo appoggia sul pavimento del salotto e il cane (o il gatto, o il fratellino maggiore) si avvicina lentamente a guardare/annusare il nuovo arrivato. Benvenuto tra noi Leone Maria.
In un secondo, l'aria si fa pesante. Ti senti stringere lo stomaco, provi una fitta di fastidio e, subito dopo, la mazzata finale: il senso di colpa. Ti dai della cattiva persona, dell'invidiosa, della cinica. "Dovrei essere felice per loro", ti ripeti.
No. Cancella questo pensiero. Non sei cattiva, non sei invidiosa. Sei solo una persona ferita che sta guardando qualcuno ricevere, senza alcuno sforzo apparente, la sola cosa per cui tu stai spendendo lacrime, salute, sonno e risparmi. Proteggerti non ti rende una brutta persona. Ti rende umana.
Ecco il tutorial emotivo (e pratico) per fare pulizia sul tuo telefono e trasformare i tuoi social in una zona protetta.
Chi fa PMA sviluppa una pelle sensibilissima a quelli che in gergo si chiamano "trigger": stimoli visivi o testuali che riaprono all'improvviso la ferita del percorso, scatenando ansia o tristezza. I social network oggi sono una bomba a orologeria di trigger.
La verità che nessuno ti dice è che tu non devi per forza essere forte. Non devi dimostrare a te stessa di poter guardare un test di gravidanza scartato in diretta senza piangere. Hai il diritto sacrosanto di girare la testa dall'altra parte. I social sono tuoi, lo schermo è tuo, il pollice è tuo. Se qualcosa ti fa male, hai il dovere di nasconderlo. Senza chiedere scusa a nessuno.
Il problema più grande sorge con le persone che conosci: l'ex compagna di università, la collega simpatica, la cugina di secondo grado. Non vuoi togliere il segui (unfollow) perché si creerebbero inutili drammi diplomatici o domande scomode. La tecnologia, per fortuna, ci ha dato un'arma meravigliosa e invisibile: il tasto Silenzia.
Puoi oscurare i post e le storie di una persona senza che questa lo sappia mai. Zero notifiche per lei, zero ansia per te.
Fatto. Spariti. Tu resti tra i suoi follower, lei non saprà mai nulla, ma il tuo feed tornerà a essere un posto sicuro.
L'algoritmo di TikTok è cattivello: se ti fermi tre secondi in più su un video di un neonato per errore, lui capisce che "ti interessa" e comincerà a mostrartene cento.
Appena compare un video trigger, tieni premuto il dito al centro dello schermo e clicca sul cuore spezzato con scritto "Non mi interessa".
Vai su Impostazioni → Preferenze sui contenuti → Filtra le parole chiave nei video e aggiungi termini come: gravidanza, parto, test positivo, gender reveal, incinta. TikTok smetterà di ficcarli nei tuoi "Per Te".
Non sempre serve silenziare qualcuno. A volte serve proprio sparire per un po'.
Se ogni apertura di Instagram sembra una partita a "Indovina chi è rimasta incinta oggi", forse non hai bisogno di più autocontrollo. Hai bisogno di una pausa. Puoi cancellare l'app per una settimana, uscire dall'account o semplicemente spostare Instagram in una cartella nascosta del telefono chiamata "Tasse e Bollette". Il cervello si dimentica in fretta dove sono le cose noiose.
La PMA è già un lavoro a tempo pieno. Non devi aggiungere anche il ruolo di spettatrice obbligata delle vite altrui.
I trigger non vivono solo sui social. La collega che ogni lunedì racconta i progressi dello svezzamento. L'amica che ti mostra 78 foto del figlio in costume da ape. La vicina che ti chiede: "E voi quando vi decidete?"
Hai il diritto di cambiare argomento. Puoi sorridere e dire una di queste frasi:
Non sei obbligata a restare seduta emotivamente sotto una cascata gelata per educazione.
Quando sei nel pieno di un percorso di fertilità sembra che il mondo intero sia incinto. Spoiler: non è vero. È solo che gli algoritmi sono progettati per mostrarti cento volte la stessa cosa.
Se guardi tre video di gravidanze, il tuo cervello conclude: "Tutte rimangono incinte." Se guardi tre video di bassotti che corrono sulla spiaggia, il tuo cervello conclude: "Il mondo è pieno di bassotti." In entrambi i casi, stai osservando una distorsione.
Esiste una categoria speciale di contenuti che merita una menzione d'onore: "Dopo dieci anni di infertilità abbiamo smesso di provarci e sono rimasta incinta naturalmente." Questi post spesso vengono condivisi come storie motivazionali. Per chi è in PMA possono essere una pugnalata. Perché insinuano che la soluzione sia rilassarsi, andare in vacanza o "smettere di pensarci".
La fertilità non funziona per magia. La tua situazione medica non è meno reale perché qualcun altro ha avuto una storia diversa. Se questi contenuti ti fanno arrabbiare, non sei negativa. Stai semplicemente difendendoti da una narrazione che spesso semplifica troppo una realtà molto complessa.
Non limitarti a togliere. Aggiungi. Segui profili che ti fanno stare bene: ricette, viaggi, libri, umorismo, animali, arte, persone che parlano di infertilità senza tossic positivity.
Il vuoto lasciato dai trigger va riempito con qualcosa che nutre, non solo con il silenzio.
Fare pulizia nei social non significa che ti stai arrendendo o che sei diventata cinica. Significa che stai mettendo una recinzione attorno al tuo cuore in un momento in cui è fragile.
I veri amici, quelli che ti amano e sanno cosa stai passando, non si offenderanno se non visualizzerai le loro storie per qualche mese. Anzi, saranno i primi a proteggerti.
Il tuo feed deve parlare di cuccioli di cane, ricette di pasta al forno, meme sugli anni 2000 e, ovviamente, di patatine fritte. Benvenuta nel club della difesa personale emotiva. 🔕🍟